Media about the Roma Pavilion

La Stampa
June 11, 2007


Il paradiso spezzato della creativita' Biennale di Venezia Ricco di sorprese il viaggio nei padiglioni nazionali che toccano il numero record di 76 tra Giardini, Arsenale e sedi cittadine

BYLINE: Minervino Fiorella

SECTION: SOCIETA ' E CILTURA; Pg. 40

LENGTH: 998 words

FIORELLA MINERVINO VENEZIA Lo schermo esibisce un cappuccio neroquasi alla Ku Klux Klan: a poco a poco lunghe, affilate manicominciano a districare ogni parte del presunto copricapo, mentresi dissolvono le treccine fitte, tipiche della capigliaturafemminile di tanta Africa. Come una matassa di lana si disfa e dinuovo ricompone con pazienza fino a riformare il cappuccio oscuro.Nessuno vedra' mai il volto nascosto sotto le chiome intrecciate che si indovina probabilmente grazioso. Questo video della Sudafricana Minette Vari riassume un po' spirito e intenzioni della52a Biennale, firmata dall'americano Robert Storr, e riflette icaratteri delle partecipazioni nazionali. Intanto 76 padiglioni,il numero piu' alto nella storia della Biennale, con parecchienuove adesioni, fra la quali appunto il padiglione dedicatoall'Africa (che e' stato scelto da una giuria presieduta dallostesso Storr), poi Messico, Siria e uno spazio anche per i Rom.Storr ha sollecitato i curatori dei vari padiglioni nazionali esoprattutto dei Paesi emergenti ad offrire tutte le realta'possibili, pur crudeli, pur di emarginazione che li' si vivono.Quasi a voler rendere visivamente la globalizzazzione nel mondodell'arte e non ha avuto tutti i torti. In effetti le sorprese nonmancano come non manca l'immaginazione piu' fertile e autentica.Certi rimaneggiamenti di esperienze europee ormai languentitrovano in questi Paesi linfa nuova e vitale.
Perche' ognuno harisposto a proprio modo al tema ""Pensa con i sensi e senti con lamente"", con una vivacita' ed efficacia che e' molto piu' naturalein Paesi meno esausti e provati dell'Occidente.

Ecco allorasempre nel padiglione africano, che ha sollevato polemicheinfuocate perche' contiene la collezione privata d'un parente diMobuto, opere curiose. Due personaggi ad altezza naturale, vestitidi tutto punto in marsina, stivali, puntano in uno speciale duellole due pistole l'uno contro l'altro, tuttavia entrambi sono prividi testa, cosi' il titolo offerto all'istallazione del 2006 dallospiritoso Yonka Shonibare e' Come far saltare due testecontemporanemente, ironizzando sul duello e la sua tradizione.Pure la Cina, come gia' per l'architettura, offre opere accattivanti, non cosi' comprensibili per chi non conosce quel Paese e le suecontraddizioni attuali. Intanto sono state scelte quattro donne,ognuna esprime il contrasto violento fra estrema modernita' etradizioni secolari. A Yin Xiuzhen si deve lo spazio sovrastato damolteplici lance simili a missili mostruosi, in realta' ricopertedi stoffe colorate, abiti del vivere quotidiano. Immaginispirituali e trascendenti, Buddha ridenti o dal volto mutante, sisuccedono nelle raffinate videoistallazioni di Kan Xuan.


LaTurchia presenta Don't complain (Non lamentarti) e si tratta ditante casette di legno dove puoi entrare e sederti al tavolo. HongKong, propone il progetto L'isola di Hong Kong, composta di guscidi ostriche e abitata da pappagalli parlanti, con fumi cheavvolgono l'insieme, monumento alla ""retrocessione della citta'""alla Cina, avvenuta dieci anni fa.


Ai Giadini proliferal'Occidente. Gli Stati Uniti hanno un padiglione di tutto rispetto, che ospita i lavori di Felix Gonzales-Torres, cubano naturalizzatoamericano, scomparso a soli 38 anni. Hanno ricostruito all'esterno2 vasche in marmo mai realizzate, con funzione di specchio dellanostra cultura e lume di speranza. All'interno lunghi fili di luci e un ""tappeto"" di caramelle alla liquirizia.
Prenez soin de vous, e' il titolo dell'installazionme che Sophie Calle ha realizzato,inviando un email a circa 200 donne (da Jeanne Moreau alla nostraLittizzetto). Ci sono cosi' fotografie, video, materiali di donneche leggono il testo interpretando il proprio ruolo nella societa'.La Russia e' uno dei Paesi piu' vivaci con proiezioni ricche diintensita' e humour sul presente e passato, come quelle di JuliaMiner o di Pomarev che ha unito 470 canali di tv internazionali.Il Giappone ritorna in qualche modo a Hiroshima: l'artista MasaoOkabein in nove anni ha realizzato 4000 frottage di pietre lungoun pensilina ferroviaria in un quartiere di Hiroshima. La stazionedemolita ha lasciato oggi il passo a un'autosrada, cosi' egli haconservato per il futuro frammenti di cio' che fu un tempo nonlontano e propone ai visitatori di realizzare un calco dei blocchidi pietra.


Il Canada propone uomini uccello in una stanza daldelirio kitch firmata da David Almejd, mentre l'Australia sfoderatra l'altro il video di Susan Norrie (e inonda Venezia di borsegiallo-limone, il gadget piu' gettonato di questa edizione).Volti deformati, animazioni curiose per gli Oggettuali , figurecreate dallo spiritoso e angosciato Lee Hyungkoo della Corea delSud. La Gran Bretagna ha scelto a rappresentarla Tracey Emin,artista ""scandalo"" della scuderia Saatchi che racconta la suaesistenza crudele a Londra. Per la Germania Isa Genzken creasculture con beni di consumo, arredi da campeggio, oggetti kitsch,bambole. Interessante il gruppo brasiliano che ha costruito unaminuscola montagna, sovrastata da favelas create con i mattonifriabili tipici del Brasile. La Spagna offre drammatiche rilettureodierne di Pound, Nietsche, Proust dal titolo Paradiso spezzato,mentre l'artista Ernest Vila dell'Uruguay appende immagini, restidi citta', come supporto alla propria pittura magistrale.


Unaparola va spesa per il Paese peggio trattato, ossia l'Italia, adispetto di cio' che impone lo statuto della Biennale da oltre 100anni. Lo splendido Padiglione Italia ai Giardini e' occupato (comenelle ultime edizioni) dalla mostra del direttore Storr. Perfortuna un padiglione italiano quest'anno c'e' di nuovo, ma e'relagato in fondo alle Tese delle Vergini, all'Arsenale, in unospazio di soli 1.000 mq. Che l'Italia, Paese ospitante, abbiaquesto trattamento, e' il vero scandalo di questa intensa einteressante Biennale.

 



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